Progetto di restauro in fase finale.

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Per noi il progetto di restauro,il recupero ed il ripristino per essere di qualità non deve stupire a tutti i costi ma deve essere discreto, rispettare il carattere dell’edificio e dei luoghi come se fosse lì da sempre.

Ma voi ve lo ricordate quando la gente non chiamava all’ora di pranzo e cena perché non era educato?
Bei tempi.
Oggi proponiamo un omaggio alla convivialità a 360 gradi.

 

Gattei Battistel Architetti

Gattei Battistel Architetti 2015Eclettismo ed integrazione fra antico e moderno i principì che contraddistinguono il nostro lavoro sempre appassionato e in armonia con le richieste della committenza.

I progetti possono essere sviluppati per fase:

Studio di fattibilità

Progetto di massima

Progetto definitivo ed esecutivo

Direzione lavori e direzione artistica

Verifica e collaudo

Contattateci per una valutazione!

A Rimini si è costituita la nuova Sezione di Italia Nostra

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Oggi, Martedì 15 settembre 2015, Italia Nostra Rimini ha inviato alle testate giornalistiche locali il seguente Comunicato Stampa:

A Rimini si è costituita la nuova Sezione di Italia Nostra.

Da sei decenni le attività di volontariato culturale organizzate da
Italia Nostra hanno contribuito a diffondere nel Paese la “cultura della conservazione” del paesaggio urbano e rurale, dei monumenti, del carattere ambientale delle città.

Giovedì 6 Agosto 2015 alle ore 21, in Via Dante Alighieri 44 a Rimini, sì è svolta l’assemblea costitutiva della Sezione di Rimini di Italia Nostra.

Il Consiglio Direttivo ha votato le cariche sociali come segue:

Presidente: Architetto Fausto A. Battistel

Vice Presidente: Sonia Fabbrocino
Segretario: Alessia Gattei
Tesoriere: Alessia Gattei (temporaneamente)

Il consiglio direttivo è composto da:
Fausto Battistel, Sonia Fabbrocino, Annamaria Bernucci, Uliana
Vergoni, Ivan Innocenti, Guido Bartolucci, Mathis Cesari, Marco Affronte e Alessia Gattei.

L’impegno della Sezione di Rimini sarà quello di osservare e monitorare le azioni relative ai temi cari all’ Associazione per influenzare lo sviluppo culturale, sociale ed urbanistico della città.

I temi e le attività di cui Italia Nostra da decenni si occupa sono:
Beni Culturali, Centri Storici, Restauro e Prevenzione, Città, Consumo di Suolo, Paesaggi, Parchi e Aree Protette, Ambiente & Energie, Agricoltura e Orti Urbani, Educazione, Trasporti e Turismo.

https://www.facebook.com/Italia-Nostra-Rimini-1663189603902652/timeline/

Guardare ciò che è davanti ai nostri occhi richiede sempre uno sforzo enorme

sequenze piazzeCatturaL’esperienza della mostra e della conferenza Rimini Reboot – Riprogetta Rimini è un lavoro di gruppo, ciascuno con le sue competenze e le sue capacità ha contribuito alla realizzazione. Vorrei raccontare meglio obbiettivi e finalità del progetto, ringraziare i rappresentanti dell’amministrazione e degli ordini che hanno partecipato, gli organi d’informazione che ne hanno riportato la notizia e a tutti coloro che sono intervenuti, chi ha espresso il proprio consenso alla proposta così come chi non lo ha fatto.

Questo lavoro ha di base due finalità, la prima è  quella di fornire un esempio per illustrare una buona pratica di redazione di una prima proposta progettuale per un’area della città, uno strumento di dialogo per vedere sin dall’inizio il possibile risultato e poter creare il consenso per la sua realizzazione, definirne gli elementi qualitativi e quantitativi.

La seconda è quella di dare una risposta con il dialetto del luogo per esaltare il “genius loci”, una risposta con il carattere del luogo per favorire il senso di appartenenza della comunità.

Per tutti coloro che hanno avuto la fortuna o la sfortuna di assistere alle mie conferenze sull’argomento, ma io preferisco chiamarli racconti, nei quali si illustravano attraverso esempi e comparazioni, le valutazioni che ciascuno di noi, se osserva la realtà con attenzione e le chiavi di lettura giuste, può fare per deteminare personalmente in modo oggettivo la qualità di un progetto e di conseguenza la fattibilità della sua realizzazione.

La mostra e la conferenza hanno illustrato un percorso di analisi delle preesistenze e le soluzioni proposte per dare al territorio urbano già compromesso e quindi cementificato, un aspetto e una fruibilità piacevole e un carattere riminese.

Questo progetto svolto da partecipanti al Master di Urban Design, è stato una simulazione per gli studenti, di un vero e proprio lavoro con tanto di committente e caso reale, da sviluppare come se dovesse essere realizzato e quindi senza tanti esercizi artistici e di fantasia, il caso è stato affrontato con la filosofia ed i criteri che vado ad illustrare.

L’area scelta tra il sottopasso del grattacielo, Parco Cervi e l’isolato urbano delle ferrovie situato in Via Tripoli rappresenta già un territorio urbanizzato, prevalentemente monofunzionale e privo di qualità urbana.

La riqualificazione prevede:

Edifici pubblici per la comunità con volumi commerciali per creare una rete economica a favore di un sostegno per gli abitanti e gli operatori, edifici pubblici ad uso civico, uffici comunali decentrati, cinema /teatro, impianti sportivi e altri edifici di servizio (poste, etc…).

Edifici residenziali e ad uffici, con altezza massima 3/4 piani, per tutte le classi sociali e con differenti finiture, ma sempre dignitosi e ben rifiniti, in classe energetica performante e con sistemi antisismici idonei. Realizzati con forma e foggia tradizionale, con materiali della tradizione ed elementi della consuetudine locale, per favorire un senso di appartenenza, per tramandare le conoscenze costruttive alle nuove generazioni, favorendo l’apprendistato (sul modello delle botteghe) e trasmettere le conoscenze dell’artigianato, edile, di carpenteria, di falegnameria, dei fabbri, dei tinteggiatori etc… consentendo durante la realizzazione dell’intervento un apprendistato, per tramandare le conoscenze dell’artigianato edile, formare i giovani e creare del lavoro.

Strade e piazze dotate di negozi e laboratori con edifici proporzionati nelle loro altezze alla larghezza delle strade e/o delle piazze per favorire la camminata urbana e renderla piacevole e meno faticosa data la piacevolezza dell’incedere in percorsi mutevoli e dotati di servizi per la vita di tutti i giorni.

Il quartiere sarà interamente pedonale percorribile a piedi in 10 min e dotato di 3300 posti auto interrati (che possono essere raddoppiati o triplicati se si riterrà opportuno fare più livelli interrati), di cui 1250 privati. Le strade interne al “district” (così termine un po’ modaiolo) saranno carrabili ma solo per il traffico locale di scarico e carico dei residenti.

Gli isolati urbani costituenti questo nuovo aggregato saranno dotati di verde e fruibili dal pubblico durante il giorno e chiusi di sera e di notte. E soddisferanno la “sete” di natura insita in ogni essere umano, consentiranno a bambini ed anziani di godere in luoghi protetti, il verde, le attività di gioco, socialità e riposo.

Data la compattezza e la densità di abitanti presenti e tutti gli usi della vita quotidiana la sicurezza sarà esercitata dal controllo sociale spontaneo. Le dimensioni ridotte della città consentiranno una gestione economica degli spazi del verde e degli impianti.

L’evento della mostra e della presentazione con dibattito in cui tutti i cittadini hanno avuto occasione di porre delle domande, fare delle osservazioni ed esprimere il loro parere è stato un primo passo verso un percorso di partecipazione per definire la loro città. Nessuno dei presenti, né relatori né organizzatori né sostenitori ha mai pensato alla proposta redatta come ad un progetto perfetto e migliore di altri, ma certamente ha motivato e argomentato con consapevolezza e professionalità le scelte adottate.

Il dettaglio di scala dall’urbano al particolare è stato utile per illustrare le possibilità del risultato finale e una stima dei costi di costruzione al metro cubo comparati con un’ipotesi di possibile realizzo di vendita delle unità immobiliari e dei parcheggi da mettere sul mercato per i privati, ha consentito di redigere un bilancio economico serio con  previsioni assolutamente positive.

Il documento di pianificazione generale del territorio redatto andrà migliorato e condiviso e gli autori potrebbero essere i garanti per la realizzazione del progetto e progettare alcuni edifici, mentre tutte le altre progettazioni di dettaglio andrebbero suddivise tra i professionisti della zona, così come le realizzazioni tra le PMI locali e gli artigiani locali per sviluppare una competizione sana nell’ottenere il miglior risultato. Anche l’indotto del commercio edile e delle immobiliari dovrebbe avere lo stesso trattamento.

In Europa sono già diversi gli interventi realizzati con questa metodologia e con il criterio di favorire lo sviluppo e l’incremento di un dialetto regionale come affermazione del “genius loci” della storia e della cultura delle popolazioni che vi abitano, per favorire l’integrazione e la conoscenza della cultura del luogo ed affermare l’unicità data dal clima, dai materiali, dalla storia e dalle capacità di formare una solida comunità, che nel prossimo futuro se capace di sviluppare solidalmente una società soddisfatta dalla qualità della propria vita ed orgogliosa della sua cultura potrà accogliere, arrichirsi ed arricchire i cittadini di continenti, religioni e culture diverse senza perdere la propria identità e creare una crescita ed un’armonia mai raggiunte nella storia del passato.

Un’architettura gentile, rispettosa dell’uomo percepibile dai suoi sensi con naturalezza potrà formare o rigenerare aree urbane attualmente degradate e restituire prima ai cittadini e poi ai luoghi un’identità ed una memoria storica che potrà restituire dignità e fierezza ad entrambi.

Il criterio utilizzato della città compatta è semplice se in un ettaro vivono 1000 abitanti anziché 500 il costo di gestione degli spazi (strade, illuminazione, pulizia, verde, impianti etc…) sarà ridotto e nella migliore delle ipotesi dimezzato.

Questa proposta dal basso rispettosa della comunità tanto da consentirne la permanenza, sia durante sia dopo le opere, è una risposta all’arroganza ed al gigantismo di opere di cui la società intera invece di usufruirne ne subisce le conseguenze, a causa di una celebrazione, fine a se stessa, che invece di favorire le politiche urbane le sfrutta  al solo scopo di specularci per realizzarne guadagno economico, insensibili ai danni sociali ed ambientali provocati con le loro scellerate azioni e con un esercizio del potere degno dei regimi autoritari peggiori.  Quando invece una progettazione urbana capace di creare un’economia equa, una socialità vivibile e una realizzazione sostenibile sarà in grado di fornire reddito e quindi profitti all’intera comunità per un tempo lungo. Attraverso una speculazione equilibrata i profitti saranno maggiori.

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Questa proposta in maniera estremamente chiara indica soluzioni che molti cittadini di Rimini pensano da anni ma che nessuno osa fare. Sono semplici e restituiscono alla città spazi ed opere appartenenti a tutti :

Un’area per il mercato bisettimanale dedicata e degna della sua tradizione (con altri usi giornalieri); Lo scavo archeologico completo dell’anfiteatro attualmente mortificato e solo recentemente oggetto di attenzione con una ringhiera in legno che almeno pazialmente ha restituito al luogo un po’ di dignità; E una nuova sede all’asilo svizzero nel vuoto urbano di Piazza Gramsci. Questi argomenti non dovrebbero essere dei tabù ma far parte della normale dialettica tra cittadini ed amministrazione, quest’ultima con l’onere di amministrare appunto e non coercere.

Fausto Battistel  e Alessia Gattei

p.s.      Restate collegati a breve vi sarà un’altra presentazione della proposta con l’allestimento di una mostra, per consentire a chi non ha potuto partecipare di prenderne visione e se lo riterrà opportuno esprimere il suo consenso al suo proseguimento.

N.B.     Per la cronaca era possibile votare SI o NO per continuare lo sviluppo della proposta,

su 176 votanti pari a 401 gr. di fagioli

i SI sono stati 160 pari a 365gr.

vota si finalvoto final

“Rimini Reboot” – Riprogetta Rimini

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La città sostenibile compatta e pedonale.
Presentazione del progetto che ripensa l’area attorno alla Stazione FS di Rimini.

“Rimini Reboot”
RIPROGETTA RIMINI

Il progetto, realizzato grazie all’impulso di Marco Affronte Europarlamentare, al lavoro del Consigliere Comunale Gianluca Tamburini e al supporto tecnico di Fausto Battistel e Alessia Gattei, ha visto cinque giovani architetti della Notre Dame University ed il loro docente Prof. Arch. Ettore Maria Mazzola, visitare Rimini a gennaio, ed impegnarsi in un progetto di ricucitura urbana tra la città storica e marina centro.
La loro idea, che coinvolge l’area tra la Stazione e Via Tripoli, vuole essere una risposta alternativa alle periferie degradate che oggi conosciamo. La prospettiva è quella di una città sostenibile, con un quartiere pedonale ad uso misto che comprenda tutte le classi sociali e racchiuda ogni attività tipica di una città.
Il progetto “L’elefante indiano non teme le zanzare” è una buona pratica per la rigenerazione condivisa di un’area della città che oggi si presenta come frattura del tessuto urbano” – spiega Marco Affronte – “ma che – se opportunamente pianificata – riteniamo potrebbe essere il primo passo verso un ricompattamento dell’area urbanizzata a vantaggio del territorio, dei riminesi e dell’ambiente. E’ un contributo che vogliamo dare alla città del futuro.”
“Il lavoro prodotto è un progetto generale per un quartiere completo dotato di tutte le funzioni per la vita quotidiana dei suoi abitanti” – dice l’Architetto Fausto Battistel, che ha seguito gli studenti e coordinato i lavori – “Sono state incluse l’analisi della viabilità carrabile e di quella pedonale, l’individuazione dei parcheggi, degli edifici, dei luoghi pubblici e delle residenze ad uso misto.”
La filosofia del progetto è rappresentata dall’individuazione di proporzioni di consuetudine millenaria tratte dall’osservazione e dalla memoria dei luoghi più caratteristici della città di Rimini, declinati in un “dialetto riminese” e realizzabili con tecniche tradizionali. Questo strumento illustra le linee guida per un disegno urbano sostenibile nella percezione, nell’uso degli spazi e nella realizzazione.
Contemporaneamente alla conferenza di presentazione del progetto è allestita una mostra con le tavole del progetto visitabile da tutti i cittadini, al termine della quale sarà possibile esprimere il consenso o il dissenso alla proposta votando segretamente in un’urna. L’esito della votazione, seppur simbolico, sarà reso pubblico. Un esempio di partecipazione e condivisione, uno strumento rapido e democratico per il coinvolgimento diretto dei cittadini per la città di domani.
Marco Affronte
Fausto A. Battistel
Alessia Gattei
Gianluca Tamburini