Città ecosostenibili

Post  di : Veniero Carlo Maria Moroni

“Attualmente il modo di costruire è insensato e risale all’inizio del secolo scorso, ai dettami urbanistici di Le Corbusier che fanno ancora testo per ogni ciarpame urbanistico del pianeta.
Città invivibili dove occorre la macchina per andare a fare la spesa, per portare i figli a scuola per andare al lavoro, per andare al cinema o a teatro o in stazione. E nessuno ha il minimo di intelligenza per dire che tutto questo non può portare che al fallimento delle città, delle regioni, del paese e della stessa economia.
Ma questo sta già avvenendo. Da allora e grazie a quegi insegnamenti e alle conseguenze che ne sono derivate con il bisogno indotto dai modelli urbanistici dell’uso inprescindibile dell’automobile abbiamo pompato ricchezza nelle casse dei paesi produttori di petrolio e ci siamo tutti impoveriti distruggendo allo stesso tempo territorio e ecosistema.”
   
Come non essere d’accordo, non avrei saputo spiegare meglio questo concetto.
Sono anni che ci battiamo per far comprendere come la qualità della vita potrebbe migliorare con semplici ma necessari modi di pensare l’urbanistica sul nostro territorio.
La citta’ storica di Roma vista dall’alto( foto 1  )   e l’insediamento periferico come il    Corviale ( foto 2) sono l’esempio più immediato per comprendere l’orrore che stanno subendo le nostre città ed il nostro territorio sempre più disumanizzato e imbruttito da quartieri dormitorio e colate di cemento senza vita.
Alessia Gattei

 

Architettura tradizionale, una realtà dimenticata

“Non auspico un ritorno al passato tout-court,
ma al buon senso che lo animava.”
Carlo Petrini
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A differenza della Medicina ed altre scienze, che hanno sempre attinto all’esperienza
del passato per compiere delle innovazioni, l’architettura si distingue per aver dimenticato
dagli anni 20′  in poi,  tutte le caratteristiche di buon senso ed esperienza formatesi durante i secoli passati. Nel secolo scorso la maggior parte degli interventi a livello urbanistico realizzati in Italia ed in Europa hanno proposto un modello con casermoni e quartieri monofunzionali, incrementando il disagio di coloro che li vivevano, costretti a spostamenti continui per raggiungere il luogo di lavoro o di svago.
Si  è attuata una sistematica distruzione dell’isolato urbano, si è dimenticato il senso della proporzione, si è distrutta l’iconografia degli edifici ed uniformato il linguaggio a tal punto che spesso si confonde la funzione e si dimentica l’identità del territorio, delle conoscenze e delle culture che hanno portato alla definizione della storia dei cittadini che lo abitano, calpestando oltre alla loro memoria anche la loro intelligenza.
Anche il villaggio vernacolare più modesto ha un valore ed una bellezza superiore a qualsiasi periferia urbana realizzata con criteri moderni.
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Fausto Battistel Architetto
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Es. Milano, Navigli. Scegliete voi quale preferite

1                                                           2