Cosa significa sostenibilità?

Cosa significa sostenibilità? – 1° puntataLa sostenibilità è prima di tutto il luogo dove viviamo, l’ambiente che ci circonda esso:

deve essere autosufficiente, perché se no non ci si può neanche vivere;

deve essere accessibile perché abbiamo bisogno di molti modi per muoverci, soprattutto a piedi;

deve essere efficiente per consentirci di raggiungere tutti i servizi, per una vita agevole;

deve essere sicuro per vivere con serenità.

Il luogo sopra descritto corrisponde quasi sempre a paesi o città del passato, quindi andrebbero osservate con attenzione, perché le loro proporzioni sono verificate da una millenaria cultura, sedimentata nel nostro patrimonio genetico, che ce le lascia percepire come familiari ed amichevoli in pratica riconoscibili.

Io non voglio più ignorare, questa considerazione, basta con teorie pseudo scientifiche ( sulla sostenibilità dei grattacieli, se devo montare un ponteggio spendo milioni di euro, è sostenibile?; dei boschi urbani, ci sono solo boschi naturali, delle aree monofunzionali, un’area artigianale od industriale non è sostenibile, forse utile o funzionale a, ma non sostenibile.

Di fatto l’introduzione di zone monofunzionali all’interno della città e della campagna ha distrutto un tessuto sociale, culturale millenario. Definire il limite della città e avere al suo interno tutte le funzioni è la prima norma di buon senso da attuare per fermare il consumo dissennato di territorio.

Cosa significa sostenibilità?

Cosa significa sostenibilità? – 2° puntataSolo quando abbiamo reso sostenibile il luogo ha senso parlare di edifici sostenibili.
Un edificio:
Deve essere amabile, se non può essere amato non durerà.
Deve essere durevole, per non sprecare l’energia dei materiali e poter essere amato anche nel futuro.
Deve essere flessibile, perché se resiste, in futuro potrà avere usi diversi.
Deve essere frugale perché il consumo di energia, non potrà essere sostenuto in un futuro incerto.
Un edificio che voglia essere considerato sostenibile dovrebbe superare almeno le tre generazioni (ed essere realizzato con materiali riciclabili).
Un edificio situato in un luogo insostenibile non sarà mai sostenibile.
Quindi anche se non possiamo prevedere la moda architettonica tra 20 generazioni, possiamo certamente osservare ed elencare aspetti, ed usare modelli millenari accettati e riconosciuti universalmente, estendendo l’efficienza degli edifici nel futuro.

Cosa significa sostenibilità?

Cosa significa sostenibilità? – 3a puntataUn edificio energeticamente sostenibile può essere considerato tale se sfregia il paesaggio?
E’ sostenibile un edificio quando per realizzarlo vengono utilizzati materiali e lavorazioni con una dissipazione di energia elevata? E viene cancellato un vecchio edificio riconosciuto dalla comunità perché preesistente da moltissimi anni? Chi valuta la dissipazione di energia dei materiali e del lavoro? Demolire un edificio, a differenza del pensiero comune, soprattutto se realizzato con materiali riciclabili e se simbolico per un luogo, non e quasi mai conveniente.
Una classificazione della sostenibilità, dovrebbe considerare molti aspetti, la definizione di sostenibile può avere risultati molto differenti a seconda delle variabili e dei punteggi assegnati.
Un edificio storico, con la sua esistenza fino ad oggi, ha dimostrato qualcosa che i nuovi edifici non potranno provare per lungo tempo, e che la maggior parte dei nuovi edifici non potrà mai durare abbastanza a lungo per dimostrare. Marco Vitruvio Pollione: “Un opera pubblica per essere considerata tale dovrebbe durare almeno 600 anni”. Aggiungo, visto che si tratta di denaro della collettività, questa è sostenibilità.
Centre Pompidou Parigi rifatto dopo 30 anni
Pantheon Roma dopo 2000 anni vive e ha 10mln visitatori all’anno
Quale dei due è sostenibile?

Guardare al passato per vivere nel presente e progettare il futuro.

Guardare al passato per vivere nel presente e progettare il futuro.“Non auspico un ritorno al passato tout-court,
ma al buon senso che lo animava.”
Carlo Petrini
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A differenza della Medicina ed altre scienze, che hanno sempre attinto all’esperienza
del passato per compiere delle innovazioni, l’architettura si distingue per aver dimenticato
dagli anni 20′  in poi,  tutte le caratteristiche di buon senso ed esperienza formatesi durante i secoli passati. Nel secolo scorso la maggior parte degli interventi a livello urbanistico realizzati in Italia ed in Europa hanno proposto un modello con casermoni e quartieri monofunzionali, incrementando il disagio di coloro che li vivevano, costretti a spostamenti continui per raggiungere il luogo di lavoro o di svago.
Si  è attuata una sistematica distruzione dell’isolato urbano, si è dimenticato il senso della proporzione, si è distrutta l’iconografia degli edifici ed uniformato il linguaggio a tal punto che spesso si confonde la funzione e si dimentica l’identità del territorio, delle conoscenze e delle culture che hanno portato alla definizione della storia dei cittadini che lo abitano, calpestando oltre alla loro memoria anche la loro intelligenza.
Anche il villaggio vernacolare più modesto ha un valore ed una bellezza superiore a qualsiasi periferia urbana realizzata con criteri moderni.

Fausto Battistel Architetto

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